törst

news

June 2017

törst live! 23 July, a big gig at Zanne Festival, Nicolosi, Mount Etna, Sicily. We're also recording our version of Einstürzende Neubauten's "The Garden", forthcoming on a tape compilation sponsored by Zanne Festival. Info here. Watch this space for updates!

 

April 2017

törst live! 29 April, Lettere Caffè, Rome. Info here.

March 2017

Busy working on the next CD... in the meantime we've got ourselves a new YouTube channel. Listen to wander.

January 2017

Our 2016 playlists. Working on the next törst projects...

October 2016

New projects, new collaborations, new interesting things coming up...

July 2016

Watch "Agglomerato anonimo" live here!

May 2016

More nice words about Sensorium.

February 2016

Yet another good review of Sensorium.

January 2016

Our 2015 playlists. Watch "The Endless Realm" live here!

November 2015

törst live! 28 November, Lettere Caffè, Rome. törst - Sensorium release party! Here are two great reviews of Sensorium:

[review Distorsioni]

[review Blow Up]

Please check out our Facebook page.

October 2015

After a very long wait, our new full-length CD 'Sensorium' is out now! Watch this space for any update, news, reviews, live shows etc.

July 2015

Listen to Analogamente, from our forthcoming CD "Sensorium"!

May 2015

törst interview in Oubliette Magazine (in Italian).

April 2015

törst live! 18 April, Mojito, Rome. törst will be playing some old and new songs. Our full-length CD "Sensorium" out soon! Please check out our Facebook page.

December 2014

Our 2014 playlists. Have a great 2015 and watch this space for törst updates!

July 2014

Rettangoli for your summer!

May 2014

törst live! Listen to Shantih and check out our Facebook page for updates.

March 2014

törst live! 4 April, La Chiave, Catania.

Here is Beyond the Truths, yet another new song!

January 2014

Happy new year! Here are our 2013 playlists.

October 2013

Listen to Lucidi, a brand new song!

July 2013

Still working on new CD... watch this space and enjoy the summer!

May 2013

Our Facebook page is now online. Check it out!

March 2013

After a long silence we're back! Our playlists have been updated (see "who we are") and we're seriously working on our next full-length CD and on many more things... We'll keep you updated!

January 2011

Playlists July-December 2010 and records of the year.

July 2010

Playlists January-June 2010. We wish you a great summer break.

April 2010

törst live! 29 April, The Hole, Rome.

January 2010

Playlists and records of the Year

November 2009

törst live! 3 December, Mads, Rome.

[info Mads]

October 2009

Po(p)tential reviews

[review Kathodik]

June 2009

[review Mescalina]

May 2009

[review SentireAscoltare]

April 2009

[review Komakino]

February 2009

[review Meltin Pot]

[review Onda Rock]

[review BlowUp]

[review Rockit]

[review Sands Zine]

June 2008

Po(p)tential is out now! Check out our brand new myspace website

April 2008

Hi...Sorry about our silence, we've been away for quite a while, but Po(p)tential is out now! Listen to 'What Really Matters' play

January 2007

Hello there... In October 2007 we’ll be celebrating our 10th anniversary. We’ve then decided to work on the final details and postpone the release of ‘Po(p)tential’, the world can certainly do without it (for a few months...) Watch this space!

June 2006:

We're back! We've been away for a while working on 'Po(p)tential', our forthcoming CD out soon. We hope it's going to be the 'pop' album we've always tried - but never managed - to make... In the meantime we've had a few good reviews of our latest works 'Blog on Rimbaud' and 'Standard and Normal' (check out the links below). We are also organising some gigs to promote our new material... watch this space for updates. All our old and new stuff is available... please get in touch (info@torst.com)

review Sands Zine
review Rockit
review Blow Up

Out now (September 2005):

‘Blog on Rimbaud’ - Live Teatro di Rivara - Torino 22.05.05 (CD - 7 tracks - 31'34'')

22 May 2005 - Castello di Rivara (To):

We played live at Teatro di Rivara (Torino) for the ‘Blog on Rimbaud’ festival.

www.blogonrimbaud.org

Out now (May 2005):

Törst / Cane CapoVolto - Standard and Normal (CD - 16 tracks - 30'11'')

Standard and Normal, our CD in collaboration with Cane CapoVolto, is finally out.
Get in touch to order a copy:

info@torst.com

10 November 2004 - Catania (Zō):

We played a gig for charity to introduce the new material from the forthcoming CD in collaboration with Cane CapoVolto

 

reviews

0. törst - poptential (2008)

5 tks 14'30

Abbiamo seguito i Törst evolvere verso la forma-canzone, pur sempre con qualche apparentamento al rock alemanno (...) e mittel-europeo (Can più che Faust, Cluster più che Can) e quello che certuni definivano in senso dispregiativo 'rock cianotico', ossia l'Eno in formato canzone. Proprio da queste parti ci troviamo - In the Long Run sembra venire fuori dal mazzo di 'Another Green World' - con questo stringatissimo cd-r di cinque tracce e un quarto d'ora. Ballate pastorali dalla cadenza lenza e countrydelica, con un anthem breve-breve che si ha l'impressione di conoscere da sempre (Mmmmhhh...It's Törst again). Un gioiello, in free download. (7/8)

D. Capuano
Blow Up, 129, Febbraio 2009

 

review Sands Zine
review Rockit

1. törst - standard and normal (2006)

16 tks 30'11

Nato come 'remote project' tra Catania, Roma e Bologna si è poi trasformato in uno spettacolo tenutosi a Catania nel novembre del 2004 e viene documentato su Standard and Normal insieme a tre composizioni in studio (le ultime tre tracce). Un trip psichedelico: la registrazione del live è costruita - per quanto arguibile su cd - di brevi sequenze dove predominano melodie post folk per chitarra, accompagnate da tenui tappeti di tastiere, xilofoni, morbidi riverberi, frammenti di parlato in inglese che parrebbe estratto da audiolezioni di lingua. Interessante l'ultima traccia, No Way Out: canzone atmosferica, ibrido tra i Pink Floyd di seconda generazione, la new wave, e i Port Royal. Transizione. (7)

D. Capuano
Blow Up, 94, Marzo 2006

 

2. törst - bruma (2004)

5 tks 16'46

'Live Napoli Arcobaleno Fiammeggiante' (Blow Up 21), 'Cyclic Truth' (Blow Up 26), 'Catchy Tunes' (Blow Up 35), 'Imperturbability' (Blow Up 52), 'avoid alliteration. always' (Blow Up 62/63) sono le tappe di un percorso di "ricerca" che Adriano Elia e Paolo Marcellini continuano a perseguire nonostante le umane vicende li abbiano portati uno a Catania e l'altro a Bologna. Dalle impressionanti dilatazioni del primo cd i due musicisti hanno lentamente spostato l'attenzione a 'microcosmi' esistenziali facendo della musica, - sotto le apparenze di un kraut folk, sperimentale per l'inarrestabile desiderio di rifrangere i suoni, mostrarne tutte le facce - il logos vibrante della memoria che guarda il futuro (Remember to Forget ). Il linguaggio è, alla base, semplice e diretto, sintatticamente fondato sulle chitarre (Cheerful Fresco, Bastone e Carota). Poi si diffonde una lieve bruma psichedelica. Non a confondere le cose, ma ad esaltarne i riverberi e le luminose complessità (Cigarette lighter). (7/8)

D. Capuano
Blow Up, 74/75, Luglio/Agosto 2004

 

Se fosse uscito su Kranky nel '96, questo sarebbe stato un best-seller di quell'etichetta. Invece ci troviamo tra le mani questo dischetto fuori tempo ma di un fascino innegabile. Il riferimento principale è ai Labradford, ma a differenza di quelli i Törst sono più concisi e meno malinconici. L'atmosfera che si respira tra questi solchi è positiva, nonostante le sonorità rarefatte e anche le voci, filtrate, sembrano provenire dalla nebbia. La traccia di apertura, Cheerful Fresco, è folgorante con le frasi di chitarra su cui si innestano seducenti tocchi di tastiere. Bastone E Carota ricorda nel suo svolgersi i Windsor For The Derby, con la sua psichedelia ambientale. L'unica caduta di tono è il pezzo finale, cantato da una voce di bambina, che il gusto personale mi fa ritenere fuori luogo. Nel complesso però il disco è quantomai magnetico e mai titolo fu più azzeccato: questa musica è davvero la rappresentazione musicale della bruma. Un'altra sorpresa dai sotterranei italiani.


Carlo Maramotti
www.sodapop.it

 

3. törst - avoid alliteration. always (2003)

3 tks 10'15''

Non è che il precedente lavoro non ci fosse piaciuto, solo ci parve (anche ora) un passaggio incompiuto. Verso dove? A.A.A. Terra incantata di madrigalismo, rock tedesco anni ’70 e dolcezze psichedeliche. Tutto persuasivo, limpido e lento. In pratica i Low a Wuppertal. E siamo praticamente a Napoli. La chitarra stilla asciutta malinconia sepolcrale (Cross This Road), il violino vi succhia un po’ d’anima delicatamente dal buco dello stomaco (Goosepimples in 3/4). Wander vi permette di parlare con le ombre e staccare i piedi da terra, per tre minuti. Procuratevelo, è piccolo, sta in un taschino.(7/8)

D. Capuano
Blow Up, 62/63, Luglio/Agosto 2003

 

4. törst - imperturbability (2002)

9 tks 19'16''

Dall'"assoluto" ambient esoterico del primo cd, i Törst, passando per altre due buone prove, giungono al suono ancor più "krauto" delle nove tracce di Imperturbability (che non rinnegano del tutto il passato, ad esempio in "Shantih" ci sono echi delle estensioni atmosferiche del primo lavoro). Can, Roedelius sono possibili punti di riferimento per le misurate armonie di chitarra (circolari, in delay) che caratterizzano il mini-cd (buona sintesi in "Loveless"). Punteggiature di elettronica, ma anche di strumenti acustici "primitivi" (maracas e scacciapensieri, violino) ci riportano al meriggiare faustiano che nella title-track trova il suo manifesto. Se non è proprio (7) è perchè sappiamo quanto possono dare (…scusate la retorica).

D. Capuano
Blow Up, 52, Settembre 2002

 

5. törst - catchy tunes (2001)

6tks 16'10

Al terzo appuntamento il gruppo elettronico – sperimentale partenopeo cambia formato e si cimenta con pezzi di durata non superiore ai 4 minuti. La struttura si avvicina al rock crauto (ma, lo sottolineiamo, sono approssimazioni) e pure al modernariato elettronico (Front de la Rose, Stupid Song) confermando referenze culturali e di “poetica” sonora anche anni ’70. Canzoni (…) cianotiche, con le sembianze del soundtrack (Thirst), ora attraversate da brividi residentsiani (True Heritage). Lavoro che apre ulteriori fronti di azione (a quando un po’ di massimalismo noise?) e che propone i Törst come consapevoli manipolatori dei linguaggi e delle forme della sperimentazione. (7)

D. Capuano
Blow Up, 35, Aprile 2001

 

6. törst - cyclic truth (live catania guernikafabrik 13.4.00)

5tks 38'

Alla seconda prova, (seconda per quanto ne sappiamo), i TÖRST riconfermano le positive impressioni suscitate dal CD precedente. La poetica ci sembra programmaticamente la stessa e ci rimanda, idealmente, al minimalismo degli anni 70 e 80. Ma la limpidezza strutturale della musica non impastoia l'ascoltatore con mollezze freak e il rigore fisiologico-geometrico come anche la misura delle partizioni di Cyclic Truth definiscono un'architettura sonora solida e di grande profondità. Il concept circolare e l'iteratività dei moduli (Anagogic, Cyclic Truth, Inscape, Static Speed, Anagogic (reprise)) non sembrano appartenere alle filosofie dell'ottundimento dei sensi e dei nirvana da meriggio estivo. Ci pare, al contrario, che la composizione abbia il potere di identificare certe geometrie dello spirito e della percezione che coesistono e si intersecano con quelle altre, più o meno euclidee, definite (…?) dai molti teoremi di Blow Up. Ed il piacere nell'ascolto stavolta sta soprattutto nel lavoro delle chitarre che su fondali di velluto nero intessono trame dagli argentei riflessi. (7/8)

D. Capuano
Blow Up, 26/27, Luglio-Agosto 2000

 

7. törst - live napoli arcobaleno fiammeggiante 20.3.99

7tks 63'43

Nei sessantatré minuti di musica presentata su questo cd , registrata dal vivo a Napoli nel marzo del '99, i Törst manipolano in fase di sviluppo e stampa bellissime immagini sonore, esaltando in bianco e nero una grana che è quella della vita. Usano strumenti inconsueti i Törst, come tabla, theremin, vibrafono, ocarina e campionamenti. Alternano suoni a silenzio, mettendo l'accento su quest'ultimo, anima e spirito che dà vita al corpo del suono e alla sua morte gli sopravvive in forma di energia impersonale. Similmente il respiro del mondo dà vita alle cose. I suoni e le immagini di questo disco nascono da un'ampia scelta di nastro vergine sviluppato quasi non fosse mai stato impresso, e poi, talvolta, sottoposto ad ingrandimento. Ogni diversa specie di brusio, sibilo, fruscio acquista una propria vita emotiva, in una evocazione dei differenti aspetti della nostra personale esistenza. Un mondo si svela, la cui vita dipende dal deteriorarsi stesso del supporto registrabile; l'essenza della musica si rivela nel la sua natura pre-armonica, in una purezza pre-concettuale. Il risultato è un sentito addio alle effimere emulsioni. Nella pre-musica dei Törst a costituire il piacere è la fascinazione stessa per gli strumenti, giacché non ci sono episodi strutturati da riconoscere. Minime sono le variazioni. Il montaggio e il ritmo non contano molto. Invece sono le casse acustiche che riproducono i suoni registrati a diventare il cuore pulsante, l'avvenimento da ascoltare. E' possibile mantenere viva la propria attenzione per un'opera in cui minimi sono i cambiamenti e le differenze nel tempo? Ai Törst non interessa tanto l'aspetto sperimentale del proprio lavoro (giacché l'esperimento implica la possibilità di ripetere a piacere il procedimento inventato), quanto portare alla luce l'ignota potenzialità racchiusa nell'essenza del suono. Il risultato è unico.

F. Battisti
Music Club, 94, Marzo 2000

 

Sono sempre felice quando lettori di DL "passano dall'altra parte". Adriano Elia e Paolo Marcellini lo hanno fatto in occasione della festa per l'equinozio di primavera, quando si sono esibiti in un concerto per suoni e silenzi. Con un approccio minimale e da perfetti artigiani del suono profondo, i due hanno realizzato un happening musicale sorprendente, con piccole trame elettroacustiche che hanno sicuramente condotto i presenti verso stati di trance: con fiati e canto armonico, Theremin e chitarre, armonica e campionamenti, sono partiti per le regioni più remote dell'Universo, del quale hanno cantato le pulsazioni infinitesimali e gli angoli dimenticati, esaltandone più i silenzi che il suono. Per le solite ragioni il disco è realizzato in proprio ma meriterebbe molto molto di più. Bravissimi, dovete continuare.

G. Gasparetti
Deep Listenings, 17, Inverno 2000.

 

Se è vero che l'orecchio è l'occhio della mente non sono più di tanto semplici panteistici cosmici Adriano Elia e Paolo Marcellini quando, con un armamentario che va dall'ocarina al silenzio, passando per samples, theremin, nastri, riverbero, strumenti a corda, flauti, decidono di fare della musica un'interfaccia tra un fatto puramente estetico-acustico e gli altri sistemi di percezione. Quest'ora densa e controllatissima è la registrazione di un concerto diviso in sei sezioni "ognuna corrispondente ad un colore: il fine è l'evocazione, tramite riverberi sonori e luminosi, di particolari sensazioni e stati psichici interiori". Il percorso si snoda in segmenti di circa dieci minuti, senza soluzione di continuità. Da rintocchi in riverbero nel buio-silenzio, si passa ad altri stati (colori?) con il materializzarsi di uno pneuma-drone prima organico e pulsante, poi continuo e in espansione, timbricamente in progress, dalla consistenza quasi corporea, sul quale fanno la loro apparizione, dalle penombre dei sensi, gli strumenti. Particolarmente riuscita la sezione che va da 35' a 54' con il suo progressivo arricchirsi, ispessirsi e quasi improvviso incupirsi delle risonanze degli strumenti a corda (… ci paiono). Il tutto evitando le pastoie dei misticismi new-age. (6/7)

D. Capuano
Blow Up, 21, Febbraio 2000

 

Innanzitutto sappiate che noi ci rileggiamo, con l'intenzione di migliorarci sempre più e far progredire l'umanità (e non mi dite che l'illusione ultima per ogni cosa si faccia non sia comunque quella…). Siamo peraltro/perciò consapevoli dei nostri errori …ad ogni modo… Ora un ripensamento, una cosa (tra le tante) che non mi fa dormire la notte. Non avremo dato troppo poco ai TÖRST? Non potrebbe trattarsi di uno di quei lavori che va ben oltre il 7 avvicinandosi all'8? Questo nostro dubbio valga come invito a procurarsi quel disco.

D. Capuano
Blow Up, 23, Aprile 2000

 

Qualcosa può succedere. Qualcosa può sempre succedere quando si decide di ascoltare un prodotto che se d'acchito sembra dare l'impressione di suggerire solo (o prevalentemente) epidermiche vibrazioni ambient, per altro verso rivela una complessità di citazioni e una tendenza all'eclettismo che costringe, di fatto, ad uno scavo esegetico che finisce comunque col restare troppo spesso confinato nell'ambito delle ipotesi. Questo accade più o meno quando il gruppo che si ascolta è Törst e quando si ripensa al suo cammino scorrendo una discografia che conta già sei incisioni, da Live Napoli Arcobaleno Fiammeggiante del 1999 fino a Bruma (2004). Dietro Törst ( www.torst.com ) ci sono le firme di due musicisti salernitani, Adriano Elia e Paolo Marcellini, che hanno fatto del loro prodotto musicale anche un personale mezzo di indagine del paesaggio sonoro contemporaneo, riproposto usando largamente un'elettronica piegata principalmente ad esigenze espressive e sinestetiche piuttosto che adoperata come mero mezzo di ricerca estetica. L'"artigianato", al quale per primo si riferiva nel '76 Bortolotto nel caso del prodotto contemporaneo, sembra ritrovare nuova linfa nella produzione di Törst che se da una parte schiaccia l'occhio ad un'efficace rilettura minimale del suono per la quale l'utilizzo facile del veicolo elettronico sembra imparentare il gruppo più a certo Reich che al Minimal di Glass, dall'altra spia curiosamente un'intervallistica che ora pare voler evocare suggestioni etniche ed ora si compiace dell'occasione "leggera" dell'entrata in studio dei nipotini di Elia che improvvisano una versione per voce e tastiera della notissima pagina pianistica Il piccolo montanaro. Nell'ambito di una visione appunto eclettica del passato e del presente musicale la cifra caratteristica di Törst resta legata all'equilibrio tra zone sonore e silenzi e, senza dover necessariamente scomodare filosofie orientali d'occasione, il silenzio stesso è in questo caso solo un altro veicolo della percezione sonora. Il 20 marzo del '99 Törst registra dal vivo il primo cd regalando all'ascoltatore "quadri" percettivi che nascono come happening ma che hanno di fatto, nello slabbramento della concezione temporale, una forte parentela con quell'impressionismo musicale al quale Debussy guardava con sospetto non accettando mai in toto la gabbia della definizione. È con Cyclic Truth (un altro live registrato il 13 aprile del 2000) che i musicisti del duo si confermano (come sottolinea anche la stampa specializzata) artisti maturi. La comparsa della voce conferisce al prodotto musicale un aspetto genuinamente concettuale (soprattutto quando l'elettronica crea interessantissime sovrapposizioni contrappuntistiche che sarebbero forse piaciute a Luigi Nono) che consente ai due artisti di fare un decisivo passo avanti nella sperimentazione. Si respira una maggiore libertà espressiva anche quando l'architettura sonora sembra legare i brani del cd (cinque+uno dato che del primo, Anagogic, gli artisti confezionano anche una ripresa a chiusura del cd) ad un maggiore rigore. Il rigore architettonico si fa anche rigore esecutivo e le chitarre risultano più precise e più abilmente fluenti. Sarebbe un errore considerare la terza esperienza di Törst, Catchy Tunes (2001), una sorta di divertissement tra le suggestioni psichedeliche degli anni Settanta e il rock teutonico dei Kraftwerk (che ottimi risultati ha comunque dato anche nella rilettura di Balanescu). Nulla porta infatti in Catchy Tunes alle più cupe riletture popular che invece improntarono quasi l'intero repertorio di Cabaret Voltaire la cui esperienza nasceva da suggestioni dada e neodada o, meglio, come si sarebbe detto, "Industrial Dada". Certo l'adozione per la prima volta da parte di Törst del pulse come elemento portante (soprattutto in Stupid Song), la codificazione di una nuova e più breve misura per ogni brano (meno di 4' contro le lunghe catene sonore dei brani dei precedenti cd), la rilettura dell'uso della voce in senso non concettuale rendono la terza prova del gruppo decisamente di più facile ascolto. Ma True Heritage (quarto brano del cd) smentisce subito l'impressione reimmergendo l'ascoltatore all'interno della sperimentazione pura. Al conceptual sembra ricondurre già la copertina del successivo lavoro, Imperturbability (2002) che si pone quasi come spartiacque nella produzione törstiana fungendo in qualche modo da antologia di quanto già fatto (dal Minimal all'Ambient, dall'etnico allo psichedelico) e aprendo la strada ad Avoid Allitteration Always (2003) forse il lavoro più difficile da definire non fosse altro che per la grande quantità di citazioni, palesi o nascoste. Maturo e solido appare l'ultimo impegno di Törst, Bruma, in cui, tra le suggestioni aleggia un nuovo desiderio di saccheggiare anche (e perché no?) blues e jazz ricreando loop all'interno dei quali la minima modificazione sembra rispondere coscientemente al principio dell'errore (o della casualità?) ma ricercando anche, tra le corde delle chitarre, un carattere on the road che riemerge nel nuovo uso della voce che in Cigarette lighter è quella dell'amico Iain Halliday.

E.E. Abbadessa
www.postcontemporanea.it

 

 

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